Francesco Farci (alias @CapitanFiu), un giovane velista sardo di 27 anni, ha recentemente completato l'incredibile sfida della Boulangere Mini Transat 2023, attraversando in solitaria l'Oceano Atlantico da Les Sables d'Olonne (Francia) a Guadalupa (Caraibi) a bordo della sua barca di 6,5 metri, 'Gintonic'.
La prima di queste regate risale all'8 ottobre 1977: 24 barche a vela di 6,50 metri partirono da Penzance, in Inghilterra, inaugurando la Mini Transat, una corsa oceanica dedicata a piccole imbarcazioni. La competizione, nata come risposta al gigantismo finanziario delle regate transoceaniche e spesso caratterizzata da difficoltà e insidie, è diventata un laboratorio galleggiante per soluzioni tecnologiche a basso costo, contribuendo in modo significativo allo sviluppo delle barche per le traversate oceaniche.
La Transat 650, una rotta in solitaria da La Rochelle a San Salvador de Bahia, in Brasile, diventa il momento culminante per gli skipper, mentre la Mini diventa la "scuola d'altura" per eccellenza, offrendo la possibilità di sperimentare innovazioni tecnologiche che vengono poi trasferite ai grandi yacht.
La prima tappa, conclusasi il 6 ottobre a La Palma (Canarie), ha visto Francesco affrontare le prime 1500 miglia in condizioni avverse, senza sistemi di comunicazione a bordo. Una sfida che ha unito la soddisfazione personale a una costante raccolta di dati fondamentali per il monitoraggio e la protezione dell'oceano.
La seconda fase della Mini Transat si è conclusa con l'approdo di Francesco a Guadalupa, nei Caraibi, il 14 novembre, dopo 16 giorni, 16 ore e 37 minuti di navigazione diretta da La Palma. Un viaggio che il marinaio ha descritto una volta recuperate le energie ed elaborate le intense emozioni appena vissute.
"È stato un viaggio introspettivo, a volte intenso e stressante, come tutte quelle esperienze che ti cambiano un po' la vita", racconta Francesco a pochi giorni dall'arrivo. "La mia barca Gintonic, a differenza di molte altre barche partecipanti, è a punta, e con le condizioni atlantiche - questa volta con un aliseo particolarmente instabile - è molto difficile da governare. Nelle onde oceaniche incrociate che abbiamo avuto, si piantava spesso in mare, non riuscendo a sviluppare velocità, invece di scivolare come le barche di nuova generazione.
Sapevo che sarebbe stata dura, ma non immaginavo sarebbe stato così difficile: la barca era così ruvida, temevo quasi che l'albero cadesse a ogni virata. Avevo grandi aspettative, che forse non sono state soddisfatte, ma sono anche sicuro di aver dato il 100% come regatante e marinaio per arrivare sano e salvo e con la barca intatta."

L'impresa di Francesco a bordo di Gintonic è andata oltre la mera competizione sportiva, abbracciando la più ampia missione di protezione e comprensione del nostro prezioso Oceano. Mentre attraversava l'Atlantico, non era veramente solo. La sua compagna, l'ecologa marina Arianna Liconti, era a bordo di una delle barche di supporto come parte del progetto "A Small Boat for Big Ocean Science". Insieme, Francesco e Arianna hanno utilizzato innovativi strumenti oceanografici per monitorare temperatura, salinità, pressione atmosferica, stato del mare e altro ancora. Una vera sinergia tra avventura sportiva e contributo scientifico. Navigando in solitaria per oltre 4000 miglia, Francesco ha trasformato la sua barca in uno strumento di ricerca scientifica.
L'obiettivo principale del progetto è continuare a raccogliere dati preziosi, dalle instabili pressioni atmosferiche all'aumento delle temperature marine e agli avvistamenti della fauna marina. Questi dati saranno condivisi con la comunità scientifica internazionale, con l'obiettivo di avviare un movimento di velisti che mirano a combinare in modo complementare l'agonismo della competizione sportiva con la comprensione e la conservazione dell'oceano.
A sostenere Francesco e la sua missione in questa sfida ci sono anche una serie di sponsor tecnici, tra cui: Sorgenia, Veneziani, EatFreedom, Ropeye, Sapore Maestrale e Urkell, insieme agli sponsor di comunicazione HiNelson e Acqua degli Dei.
Il messaggio è chiaro: proteggere il nostro oceano è una responsabilità collettiva.
Insieme, Arianna e Francesco stanno cercando di inaugurare un capitolo significativo di connessione e complementarità tra sport e scienza, dimostrando che anche una piccola barca può dare un contributo decisivo alla protezione del nostro ambiente marino.
Seguite i loro viaggi passati e futuri e i loro sforzi scientifici sinergici per salvaguardare il loro habitat naturale preferito attraverso i loro social (@captain_fiu e @ari_liconti).
Urkell Journal Team